20 dicembre 2012

Patrizia Pesenti abbandoni il gruppo Area

Il Partito Comunista ha da poco trovato un accordo con il PS luganese inteso a costruire un fronte comune della sinistra e volto ad arginare l’ascesa della cultura liberista, che, se non contrastata, si rivelerebbe altrimenti dannosa per l’intera classe lavoratrice. Questo schieramento progressista e avverso alle recenti misure di austerità ”in salsa ticinese” dovrebbe serrarsi su posizioni fra loro coerenti che si richiamino, in ultima analisi, ai valori condivisi di solidarietà e giustizia sociale, i quali attualmente sono gli unici a cui appellarsi per rispondere alla crisi in senso popolare.

Ciononostante non possiamo che apprendere con estremo disappunto la notizia di pochi giorni fa secondo cui Patrizia Pesenti sarebbe attivamente coinvolta nel progetto ”Area”, un progetto diretto dalle FFS il cui fine consiste nello smantellare le Officine di Bellinzona per poi mettere in moto un processo speculativo sul loro sedime. La partecipazione ad un piano di questo genere per conto di una tale esponente socialista non solo è in netta contraddizione con i valori in cui dovrebbe identificarsi, bensì anche con le declamazioni – coerenti e di lotta – da essa lanciate nel 2008 in difesa delle Officine e, nel 2003, del settore pubblico.

Il Partito Comunista ritiene dunque opportuno, in quanto forza politica impegnata a costruire proprio con il PS di Lugano una progettualità rivolta ai bisogni delle fasce popolari, che Patrizia Pesenti – candidata al Municipio per le prossime Elezioni Comunali – abbandoni il gruppo di lavoro ”Area” in quanto struttura propria del paradigma liberista, la cui applicazione significherebbe oltre che lo smantellamento di un sito industriale di interesse pubblico anche una diretta offensiva contro i lavoratori delle Officine e alla dignità del nostro Cantone. Allo stesso modo riteniamo che sia opportuno che il Partito Socialista non manchi di schierarsi: ne va della chiarezza del progetto politico della sinistra non solo luganese.

Comunicato stampa del  20.12.2012

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12 dicembre 2012

Signora Pesenti, si sdrai sui binari….

Lettera aperta dell’MPS a Patrizia Pesenti

Gentile signora,

abbiamo appreso della sua candidatura al Municipio di Lugano decisa dall’assemblea del partito socialista venerdì 7 dicembre. Il giorno dopo, se non andiamo errati, si teneva la seconda riunione del gruppo di consiglieri delle FFS del progetto Area, destinato a realizzare progetti immobiliari, per conto delle FFS, sul sedime sul quale sorge l’Officina FFS di Bellinzona. (continua…)

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10 dicembre 2012

Lettera al Municipio sulle Officine: rinnovare il vincolo pianificatorio

Lettera del coordinamento dell’MPS al municipio di Bellinzona, con richiesta di dati dati precisi e decisi interventi tesi a difendere l’attuale ubicazione ed il futuro sviluppo dell’Officina di Bellinzona. Tra le altre cose, si invita il Municipio di Bellinzona a fare tutti i passi necessari per:

- rinnovare il vincolo pianificatorio sul sedime delle Officine in scadenza nel marzo 2013, vincolo che era stato apposto all’inizio dello sciopero quale atto cautelativo dell’autorità comunale rispetto ai progetti di smantellamento.

- avviare un lavoro di informazione e coinvolgimento della popolazione (con incontri informativi, materiale esplicativo da destinare alla cittadinanza, ecc.) sulla necessità che l’Officina di Bellinzona venga non solo difesa da progetti che vorrebbero di fatto smantellarla, ma venga rafforzata attraverso il suo coinvolgimento al massimo livello nell’ambito del progetto per il futuro centro di competenze.

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Un’imbarazzante domanda

di Giuseppe Sergi

Sono passati pochi giorni da quando è cominciato il dibattito pubblico sul futuro dell’Officina di Bellinzona e l’elemento che più colpisce è il proliferare di menzogne. Tutto questo alla faccia della trasparenza  chiesta dal  Consiglio di Stato.

Prendiamo, ad esempio, la questione che più ha suscitato emozioni in questi ultimi giorni: l’eventuale “trasferimento” dell’Officina in altra sede, al fine di liberare spazio prezioso  sul quale realizzare  “interessanti sviluppi urbanistici”. È questo, così parrebbe, il cuore del cosiddetto progetto AREA che le FFS stanno sviluppando.

Per realizzare tale progetto le FFS si fanno “consigliare” da  un  gruppo al quale partecipano “rappresentanti” di tutti i partiti di governo.

Nella sua qualità di capo di questo gruppo Franco Ambrosetti ha rilasciato una lunga intervista ad un quotidiano ticinese (29 novembre) che già nel titolo e nell’occhiello non lascia dubbi sulla visione del presidente della CCIA ticinese: “Le Officine FFS meglio altrove” e “In città presenza non più sostenibile, spazio per valide alternative

Ma , aggiungiamo noi, una cosa è suggerire come costruire qualcosa se, a disposizione, vi sono 10’000 mq di terreno; altra cosa se, ad esempio, ve ne sono dieci o venti volte tanto. Cambiano i suggerimenti. Oggi l’area dell’Officina occupa circa 100’000 mq. Quanto spazio occuperà il progetto immobiliare per il quale le FFS chiedono consiglio a questi esperti? E quale parte di questo comparto verrà  destinata a questo progetto immobiliare?

Il gruppo di lavoro è composto da persone serie, non da un gruppo di uomini e donne che si mettono a fantasticare in astratto su possibili modelli e mondi immobiliari… Avranno quindi ricevuto indicazioni precise. E se Ambrosetti ci dice che vede meglio l’Officina via da dove si trova adesso significa che forse le FFS qualche indicazione l’avranno pur data. (continua…)

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9 dicembre 2012

Prendere la parola

emida caspani

Non lasciare che le cose accadano, Giù le mani dalle Officine!

Che prendano la parola non solo tanti operai delle Officine ma anche tutte e tutti  per protestare contro le scelte delle FFS e di tutti quei “signori” che pensano solo ai loro interessi ed ora usano vie traverse per ottenere ciò che vogliono e ciò che non sono riusciti ad avere cinque anni fa.

Denunciamo e rifiutiamo le loro subdole manovre!

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8 dicembre 2012

Un velodromo al posto delle Officine?

Aris della Fontana (comunicato stampa del 2.2.2012)

Il presidente del PLR Rocco Cattaneo nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di uno spostamento delle Officine FFS di Bellinzona. La stessa idea, guarda caso, viene ripresa qualche giorno dopo anche dal presidente della Camera di Commercio Franco Ambrosetti. Viene da chiedersi come mai Cattaneo lanci questa “provocazione” proprio in questo periodo, giustificandola con una valorizzazione a livello immobiliare. Tanto più ciò appare fuori luogo quando é nell’aria una profonda impasse del mercato immobiliare conseguente ad un pesante debito ipotecario.

La risposta è sotto gli occhi di tutti: l’anno prossimo, nel 2013, scadrà il blocco edilizio imposto dalla città di Bellinzona nel 2008 in seguito alla grandissima mobilitazione delle maestranze e dell’intero Cantone. È chiaro come la destra economica – che ha individuato nel novello presidente PLR il soggetto della propria committenza – voglia far smantellare le officine FFS per poter speculare a livello edilizio su un sedime, che stando al piano regolatore di Bellinzona, é adibito all’edificazione di immobili abitativi.

Per chi se ne fosse scordato ricordiamo che é ancora pendente un’iniziativa cantonale con 15’000 firme, lanciata durante lo sciopero, per realizzare il centro tecnologico di competenze nell’ambito dei trasporti. Peccato solo che, dopo oltre quattro anni, sia ancora in fase di studio.

Non dobbiamo quindi farci ingannare dalle parole di Cattaneo, spostamento significa per lui smantellamento: magari per far spazio a un nuovo acquaparco, o forse a un velodromo per rivivere vecchie passioni di gioventù. Più plausibilmente, agli impresari PLR basterà farsi dare l’appalto per la costruzione di palazzine per incamerare qualche milioncino di franchi. Troviamo immorale che accanto ai becchini delle Officine sieda anche Patrizia Pesenti, che il PS – se “socialismo” significa ancora qualcosa – intervenga!

La Gioventù Comunista chiede dunque che le autorità impongano dei vincoli pianificatori definitivi sul sedime delle officine, in modo da impedire speculazioni edilizie e mettere finalmente a tacere le FFS, azienda pubblica dalla trasparenza totalmente assente, che puntualmente cerca di smantellare i padiglioni industriali lasciando a casa tutti coloro che vi lavorano. Noi come giovani comunisti che nel 2008 muovevamo i primi passi, lo spirito di quello sciopero di popolo, non lo tradiremo! Ci sono invece dei Giuda dei partiti borghesi che allora erano in piazza, nonostante avessero votato per le privatizzazioni, solo per farsi vedere! Noi ribadiamo, invece, ancora oggi il grido della pittureria: GIÙ LE MANI DALL’OFFICINA!

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7 dicembre 2012

Qualcuno ha perso la memoria

Donatello Poggi, artigiano Officine FFS

Il presidente del PS, Saverio Lurati, colto forse dalla sindrome della comunicazione ad effetto (quale?) non passa giorno in cui non se ne esca con un comunicato stampa, a nome del PS, su tutto e tutti.

E allora, dagli con l’irresponsabilità (la solita tiritera) di quelli che rimandano il preventivo dello Stato 2013, dagli con Banca Stato (ma dimissiona o non dimissiona?) e la fuga di notizie sulle quali promette di trovare il colpevole (?), dagli sulla candidatura di Marco Borradori al Municipio di Lugano il quale, secondo il verbo Lurati, dovrebbe dare subito le dimissioni (?), dagli con lo sciopero dei dipendenti pubblici sul quale riesce nell’impresa un po’ ridicola di dar ragione nella stessa intervista sia a Ghisletta che a Bertoli, dagli con …
(continua…)

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6 dicembre 2012

Dire le cose come stanno

Alfredo Keller, ex direttore Officine FFS, in risposta alla lettera aperta di A. Ndombele

Bravo Ndombele,   ci vogliono tanti operai delle Officine che prendano la parola per protestare contro lo smantellamento di tanti posti di lavoro !   Che garanzie hanno avuto dalle FFS i “signori” che vogliono un quartiere residenziale? Le FFS vogliono eliminare a Bellinzona la manutenzione dei carri merci e consegnare ai “signori ticinesi” che desiderano costruire, il terreno diventato inutile !

Sanno i “signori” che le locomotive moderne non avranno la loro manutenzione a Bellinzona ?   In questo modo l’agonia programmata delle Officine si realizzerà diluita nel tempo! Se questo è il disegno dei “signori” abbiano almeno il coraggio di dirlo apertamente di fronte agli operai e non privarli del loro lavoro a poco a poco!

Forza operai delle Officine, il momento è uguale, seppur camuffato, a quel giorno del 2008 in cui ebbe inizio lo sciopero!   Bisogna reagire ed esigere che vengano rispettati i diritti dei lavoratori e non solo gli interessi dei “signori” !

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5 dicembre 2012

Antoine Ndombele, artigiano alle Officine

ANTOINE NDOMBELE, ARTIGIANO ALLE OFFICINE FFS E CONSIGLIERE COMUNALE SINISTRA UNITA A BELLINZONA

Dopo tutto quello che i ticinesi hanno fatto per cercare di garantire un futuro alle officine delle Ffs, è con grande tristezza ma anche con tanta rabbia che dai giornali ho appreso che c’è chi in modo molto presuntuoso, propone di vendere i terreni per investimenti milionari e spostare le officine!

Ma non si rendono conto questi signori che parlare di toccare l’officina è molto pericoloso? E se i vertici della ferrovia prendessero sul serio una tale proposta? E magari direbbero: signori, nella Svizzera d’Oltralpe abbiamo tanto posto per le officine! Non pensano questi signori cosa potrebbe significare per tutto il Ticino la chiusura delle officine? Quanti posti di lavoro persi, quanti apprendisti senza possibilità di formazione, quante famiglie alla deriva! Certo certi signori sono abituati ad altri tenori di vita e quindi difficilmente riescono a capire come e di cosa vivono le persone del ceto medio! Cari signori, lasciate perdere i quartieri residenziali, il Ticino non è Zurigo, Berna e nemmeno Basilea, cercate di garantire il lavoro a chi ne ha bisogno e dimostratevi solidali anche con chi non ha il vostro tenore di vita!

LA Regione, 4.12.2012, p.26

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28 ottobre 2011

Mondo sindacale (2): incontro con Ombretta Aleman

O.Aleman (transfair.ch)

Ombretta Aleman, ha da poco cominciato la sua attività quale segretaria di Transfair, in particolare per i settori Amministrazione pubblica e trasporti pubblici. Di seguito, alcune sue considerazioni rispetto al mondo del lavoro e alla situazione sindacale.

Non risponderò alle domande sistematicamente come poste, (v. incontro con Pietro Gianolli), perché la mia conoscenza del ramo e delle situazioni non sono ancora abbastanza chiare da poter esprimermi con determinazione su tutti i punti, ma cercherò di dare un’idea dei miei punti di vista. (continua…)

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