20 dicembre 2012

Officine di Bellinzona; quale futuro vogliamo?

Sergio Savoia

In queste settimane si torna a parlare delle Officine FFS di Bellinzona. Secondo le FFS il futuro dello stabilimento sarebbe in qualche modo garantito nei prossimi anni. Ottimismo non condiviso, e a ragione, dai circa 400 dipendenti. Le dichiarazioni del presidente del PLR Rocco Cattaneo riguardo ad un possibile sviluppo mobiliare nell’area in vista dell’apertura delle gallerie di base dell’Alptransit hanno creato sconcerto e malumore nella capitale e nel Consiglio di Stato. Per capire quanto ci sia di vero dietro le provocazioni di Cattaneo è necessario partire da un assunto: alle FFS nulla si muove senza l’autorizzazione del CEO Andreas Meyer.

Questo riguarda anche le dichiarazioni “spontanee” di Rocco Cattaneo.  L’assenza di Meyer, che dopo la fine dello sciopero non si è fatto più vedere sulla scena delle Officine, è voluta. Durante le agitazioni del 2008 si mise in gioco in prima persona, sicuro di poter risolvere la questioni in poco tempo. Dopo la batosta, ha capito che una seconda (continua…)

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Patrizia Pesenti abbandoni il gruppo Area

Il Partito Comunista ha da poco trovato un accordo con il PS luganese inteso a costruire un fronte comune della sinistra e volto ad arginare l’ascesa della cultura liberista, che, se non contrastata, si rivelerebbe altrimenti dannosa per l’intera classe lavoratrice. Questo schieramento progressista e avverso alle recenti misure di austerità ”in salsa ticinese” dovrebbe serrarsi su posizioni fra loro coerenti che si richiamino, in ultima analisi, ai valori condivisi di solidarietà e giustizia sociale, i quali attualmente sono gli unici a cui appellarsi per rispondere alla crisi in senso popolare.

Ciononostante non possiamo che apprendere con estremo disappunto la notizia di pochi giorni fa secondo cui Patrizia Pesenti sarebbe attivamente coinvolta nel progetto ”Area”, un progetto diretto dalle FFS il cui fine consiste nello smantellare le Officine di Bellinzona per poi mettere in moto un processo speculativo sul loro sedime. La partecipazione ad un piano di questo genere per conto di una tale esponente socialista non solo è in netta contraddizione con i valori in cui dovrebbe identificarsi, bensì anche con le declamazioni – coerenti e di lotta – da essa lanciate nel 2008 in difesa delle Officine e, nel 2003, del settore pubblico.

Il Partito Comunista ritiene dunque opportuno, in quanto forza politica impegnata a costruire proprio con il PS di Lugano una progettualità rivolta ai bisogni delle fasce popolari, che Patrizia Pesenti – candidata al Municipio per le prossime Elezioni Comunali – abbandoni il gruppo di lavoro ”Area” in quanto struttura propria del paradigma liberista, la cui applicazione significherebbe oltre che lo smantellamento di un sito industriale di interesse pubblico anche una diretta offensiva contro i lavoratori delle Officine e alla dignità del nostro Cantone. Allo stesso modo riteniamo che sia opportuno che il Partito Socialista non manchi di schierarsi: ne va della chiarezza del progetto politico della sinistra non solo luganese.

Comunicato stampa del  20.12.2012

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L’Officina di nuovo sotto assedio (intervista a Gianni Frizzo)

a colloquio con Gianni Frizzo

L’Officina di Bellinzona sembra essere tornata alla casella di partenza. Le FFS continuano a svolgere al l’interno una politica dei volumi di lavoro che non per mette al sito di Bellinzona di raggiungere livelli di produzione tali da garantire i livelli occupazionali. Allo stesso tempo investimenti, ricerche di mercato, scelte produttive: tutto sembra essere finalizzato a quel «declino programmato» che le FFS continuano a giurare di non volere.

A confermare questo orientamento appaiono in questi giorni le indiscrezioni del progetto AREA, un progetto delle FFS teso a valorizzare a fini speculativi immobiliari la pregiata area sulla quale sorgono le Officine.

Ad orchestrare la campagna sono le FFS con la collaborazione attiva di «personaggi» del mondo politico ed imprenditoriale cantonale (cfr. articolo Cattaneo, Pesenti, Tarchini: i becchini dell’Officina?). Intanto i lavoratori non stanno a guardare e mercoledì 28 novembre hanno tenuto un’assemblea nella quale hanno formulato precise richieste all’autorità̀ politica ed alle FFS. (continua…)

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Categoria: Centro di competenze
19 dicembre 2012

La sinistra luganese non dimentichi le lotte delle Officine!

Edoardo Cappelletti

La forte convinzione riposta nella proposta avanzata e accettata dai membri della sezione di Lugano del Partito Socialista, il fiducioso impegno profuso affinché alle prossime Elezioni Comunali ogni cultura di destra possa essere arginata a favore invece di un progetto progressista volto a maggiore equità e giustizia sociale, il rispetto portato al popolo della sinistra in senso ampio e plurale come anche ai lavoratori delle Officine FFS che ci hanno insegnato grazie allo sciopero del 2008 a lottare e difendere la dignità del lavoro, mi porta a riflettere sulla necessità di fare chiarezza su un punto fondamentale di respiro cantonale che dovrebbe essere abbracciato da tutte le forze politiche avverse alla tradizione liberista: le Officine FFS non si spostano e non si smantellano! (continua…)

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12 dicembre 2012

Signora Pesenti, si sdrai sui binari….

Lettera aperta dell’MPS a Patrizia Pesenti

Gentile signora,

abbiamo appreso della sua candidatura al Municipio di Lugano decisa dall’assemblea del partito socialista venerdì 7 dicembre. Il giorno dopo, se non andiamo errati, si teneva la seconda riunione del gruppo di consiglieri delle FFS del progetto Area, destinato a realizzare progetti immobiliari, per conto delle FFS, sul sedime sul quale sorge l’Officina FFS di Bellinzona. (continua…)

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Beaujolais e altro…

Bruno Gatti, Giubiasco, Mauro Antonini, Bellinzona

Ogni anno, a partire dalla mezzanotte del terzo mercoledì del mese di novembre, esce il Beaujolais nouveau e viene spedito in tutto il mondo, grande tradizione sovente molto apprezzata anche dalla classe operaia essendo il prodotto non troppo caro e quindi alla portata anche dei proletari. In concomitanza, più o meno, è arrivata la grande pensata del Novello (anche lui ) presidente Plrt, ma in questo caso i lavoratori delle officine Ffs di Bellinzona hanno molto meno apprezzato.Ci chiediamo se l’idea è stata ispirata (ma magari il presidente è astemio visto che è anche uno sportivo di buon livello) dall’aver troppo assaggiato il succitato Novello (come lui) vino francese.

Suggeriamo quindi al novello presidente, a mo di riparazione, di offrire agli operai delle officine, dopo la sfortunata pensata, una bottiglia della migliore qualità del succitato vino. Sarebbe buona cosa e potrebbe fargli recuperare qualche metro (lui ex ciclista) di popolarità persa.

Ma passando a considerazioni più serie ci chiediamo: – Dov’era il signor Rocco Cattaneo quando un imponente corteo di circa 15’000 persone, composito che più non si può, sfilava attraverso Bellinzona, gridando l’ormai famoso slogan “Giù le mani dalle officine”? Ebbene, quel grido si è impresso nelle mura della città come un profumo pregiato che profuma a lungo per chi ha buon naso e pure per chi ha buone orecchie ancora riecheggia per le strade di Bellinzona.

Suvvia, il novello presidente, non ne inventi più, si accontenti del record nella mitica Giubiasco-Carena, che gli fa onore ed eviti di procurarsi con le sue sortite un record di leggerezza.

Tenga inoltre presente il buon ex ciclista, che sa cosa significa faticare in salita per scollinare, che in quelle officine c’è chi vi ha lavorato per 35-40 anni faticando parecchio!

La Regione 12.12.2012

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10 dicembre 2012

Lettera al Municipio sulle Officine: rinnovare il vincolo pianificatorio

Lettera del coordinamento dell’MPS al municipio di Bellinzona, con richiesta di dati dati precisi e decisi interventi tesi a difendere l’attuale ubicazione ed il futuro sviluppo dell’Officina di Bellinzona. Tra le altre cose, si invita il Municipio di Bellinzona a fare tutti i passi necessari per:

- rinnovare il vincolo pianificatorio sul sedime delle Officine in scadenza nel marzo 2013, vincolo che era stato apposto all’inizio dello sciopero quale atto cautelativo dell’autorità comunale rispetto ai progetti di smantellamento.

- avviare un lavoro di informazione e coinvolgimento della popolazione (con incontri informativi, materiale esplicativo da destinare alla cittadinanza, ecc.) sulla necessità che l’Officina di Bellinzona venga non solo difesa da progetti che vorrebbero di fatto smantellarla, ma venga rafforzata attraverso il suo coinvolgimento al massimo livello nell’ambito del progetto per il futuro centro di competenze.

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Un’imbarazzante domanda

di Giuseppe Sergi

Sono passati pochi giorni da quando è cominciato il dibattito pubblico sul futuro dell’Officina di Bellinzona e l’elemento che più colpisce è il proliferare di menzogne. Tutto questo alla faccia della trasparenza  chiesta dal  Consiglio di Stato.

Prendiamo, ad esempio, la questione che più ha suscitato emozioni in questi ultimi giorni: l’eventuale “trasferimento” dell’Officina in altra sede, al fine di liberare spazio prezioso  sul quale realizzare  “interessanti sviluppi urbanistici”. È questo, così parrebbe, il cuore del cosiddetto progetto AREA che le FFS stanno sviluppando.

Per realizzare tale progetto le FFS si fanno “consigliare” da  un  gruppo al quale partecipano “rappresentanti” di tutti i partiti di governo.

Nella sua qualità di capo di questo gruppo Franco Ambrosetti ha rilasciato una lunga intervista ad un quotidiano ticinese (29 novembre) che già nel titolo e nell’occhiello non lascia dubbi sulla visione del presidente della CCIA ticinese: “Le Officine FFS meglio altrove” e “In città presenza non più sostenibile, spazio per valide alternative

Ma , aggiungiamo noi, una cosa è suggerire come costruire qualcosa se, a disposizione, vi sono 10’000 mq di terreno; altra cosa se, ad esempio, ve ne sono dieci o venti volte tanto. Cambiano i suggerimenti. Oggi l’area dell’Officina occupa circa 100’000 mq. Quanto spazio occuperà il progetto immobiliare per il quale le FFS chiedono consiglio a questi esperti? E quale parte di questo comparto verrà  destinata a questo progetto immobiliare?

Il gruppo di lavoro è composto da persone serie, non da un gruppo di uomini e donne che si mettono a fantasticare in astratto su possibili modelli e mondi immobiliari… Avranno quindi ricevuto indicazioni precise. E se Ambrosetti ci dice che vede meglio l’Officina via da dove si trova adesso significa che forse le FFS qualche indicazione l’avranno pur data. (continua…)

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9 dicembre 2012

Prendere la parola

emida caspani

Non lasciare che le cose accadano, Giù le mani dalle Officine!

Che prendano la parola non solo tanti operai delle Officine ma anche tutte e tutti  per protestare contro le scelte delle FFS e di tutti quei “signori” che pensano solo ai loro interessi ed ora usano vie traverse per ottenere ciò che vogliono e ciò che non sono riusciti ad avere cinque anni fa.

Denunciamo e rifiutiamo le loro subdole manovre!

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8 dicembre 2012

Un velodromo al posto delle Officine?

Aris della Fontana (comunicato stampa del 2.2.2012)

Il presidente del PLR Rocco Cattaneo nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di uno spostamento delle Officine FFS di Bellinzona. La stessa idea, guarda caso, viene ripresa qualche giorno dopo anche dal presidente della Camera di Commercio Franco Ambrosetti. Viene da chiedersi come mai Cattaneo lanci questa “provocazione” proprio in questo periodo, giustificandola con una valorizzazione a livello immobiliare. Tanto più ciò appare fuori luogo quando é nell’aria una profonda impasse del mercato immobiliare conseguente ad un pesante debito ipotecario.

La risposta è sotto gli occhi di tutti: l’anno prossimo, nel 2013, scadrà il blocco edilizio imposto dalla città di Bellinzona nel 2008 in seguito alla grandissima mobilitazione delle maestranze e dell’intero Cantone. È chiaro come la destra economica – che ha individuato nel novello presidente PLR il soggetto della propria committenza – voglia far smantellare le officine FFS per poter speculare a livello edilizio su un sedime, che stando al piano regolatore di Bellinzona, é adibito all’edificazione di immobili abitativi.

Per chi se ne fosse scordato ricordiamo che é ancora pendente un’iniziativa cantonale con 15’000 firme, lanciata durante lo sciopero, per realizzare il centro tecnologico di competenze nell’ambito dei trasporti. Peccato solo che, dopo oltre quattro anni, sia ancora in fase di studio.

Non dobbiamo quindi farci ingannare dalle parole di Cattaneo, spostamento significa per lui smantellamento: magari per far spazio a un nuovo acquaparco, o forse a un velodromo per rivivere vecchie passioni di gioventù. Più plausibilmente, agli impresari PLR basterà farsi dare l’appalto per la costruzione di palazzine per incamerare qualche milioncino di franchi. Troviamo immorale che accanto ai becchini delle Officine sieda anche Patrizia Pesenti, che il PS – se “socialismo” significa ancora qualcosa – intervenga!

La Gioventù Comunista chiede dunque che le autorità impongano dei vincoli pianificatori definitivi sul sedime delle officine, in modo da impedire speculazioni edilizie e mettere finalmente a tacere le FFS, azienda pubblica dalla trasparenza totalmente assente, che puntualmente cerca di smantellare i padiglioni industriali lasciando a casa tutti coloro che vi lavorano. Noi come giovani comunisti che nel 2008 muovevamo i primi passi, lo spirito di quello sciopero di popolo, non lo tradiremo! Ci sono invece dei Giuda dei partiti borghesi che allora erano in piazza, nonostante avessero votato per le privatizzazioni, solo per farsi vedere! Noi ribadiamo, invece, ancora oggi il grido della pittureria: GIÙ LE MANI DALL’OFFICINA!

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